Informazioni

Mi chiamo Michela Rivetti, classe 1991.

Mi sono diplomata al liceo classico di Reggio Emilia, ho conseguito la laurea triennale in Storia e Civiltà Orientali a Bologna e ora sono all’ultimo anno di Archeologia e Civiltà del Mondo Antico. I miei interessi principali, in questo ambito di studi, sono l’antica India e Persia e di corredo anche la Mesopotamia e l’Egitto …e ovviamente non si può prescindere dalla Grecia e da Roma.

Scrivere è una delle mie passioni fin da bambina e la coltivo quotidianamente.
La seconda passione a cui mi dedico maggiormente è il teatro, fin dal lontano anno 2000. Attualmente recito in due compagnie teatrali: “Qui dla Pev” che si occupa di commedie dialettali; “Il Forunale”, dedita a opere di tipo gotio e neoromantico.
Tra le esperienze più importanti della mia vita ci sono i miei viaggi in Tamil Nadu (India del sud) e il tirocinio che ho svolto in un museo a Goa e la ricerca tesi ad Hampi (Kanataka; India).

 

Adesso che mi sono presentata, vi invito a salire queste scale che portano in soffitta …

 

Ben venuti, ben venute, prego entrate!

Scusate il disordine … Ecco, forse dovrebbe esserci un vecchio sgabello, lì, tra il cavallo a dondolo e i cuscini di taftah.

Sì, se volete, potete anche prendere un cuscino, ma immagino siano impolverati. Cosa? Dite che si dice taffetà?

Sì, in effetti, è la forma più comune, ma la parola persiana è taftah. La Persia è uno degli argomenti di cui mi occupo, l’antica Persia, intendo …o, per esattezza, l’impero persiano, quello di Ciro, Dario, Serse … passato poi sotto i Seleucidi, gli Arsacidi e infine i Sasanidi.

Forse avremo occasione di parlarne.

Vi siede seduti, allora? No? Come mai …?

Ah! Sullo sgabello c’è una pila di libri, è vero, scusate. Ecco passatemeli che li appoggio da qualche parte …forse resta un posticino sullo scaffale accanto al camino, oppure sulla scrivania, là dalla finestra.

Bene! Possiamo parlare, finalmente.

Questa è la mia soffitta, il mio rifugio. Qui vengo a cercare tranquillità e ispirazione.

Nei solai finiscono ammassati alla rinfusa ciò che non usiamo più. Giocattoli, libri, vecchi mobili e vestiti. Ci hanno reso felici, li amiamo e quindi non sappiamo separarcene e, anziché gettarli, li accatastiamo qui per poi dimenticarcene.

Quando poi saliamo per depositare qualcos’altro o cercare un oggetto, ecco che ci perdiamo in questo ambaradam e mille ricordi ed emozioni ci assalgono e disorientano; oppure un figlio, un nipote o un estraneo ritrova il nostro passato in questa confusione.

Questa è una soffitta speciale perché non appartiene ad una singola persona o famiglia, bensì all’intera umanità. Qui vengono accantonate tutte le cose del passato della Terra, gli uomini che furono, le loro gesta, i sogni ad occhi aperti degli aedi, le visioni mistiche dei sacerdoti, le suggestioni, i desideri, le imprese, spettri e ombre di ciò che ha animato il mondo e scandato l’animo degli uomini e delle donne.

Questa e la Luna dell’Ariosto, dove Astolfo si recò a cercare il senno perduto di Orlando.

Io vengo spesso qui. Giro tra le pile di libri, oggetti, costumi; li osservo e li ascolto, mi lascio conquistare dalle loro storie e la mia mano inizia a muoversi per scrivere ciò che mi raccontano.

Io ascolto il canto dell’infinito, la voce di chi non è più o non è mai stato, e la narro a voi affinché queste emozioni possano risuonare ancora e vivere ancora un poco.

Ulisse ed Enea dovettero offrire sangue alle larve, per interrogarle. Io offro loro la mia mente per spostarsi dalla dimensione onirica alla carta (pardon all’internet) affinché voi possiate ascoltarle, senza sacrifici.

Io sono come Argo dai mille occhi, vedo infiniti mondi e ve li propongo.

 

Come?!

Sì, beh, che cosa troverete qui, in sostanza?

Va bene, va bene, sarò meno lirica e più diretta. Sinceramente ancora non lo so con esattezza.

“Sotto gli occhi del Crostolo” una storia divisa in tre parti, da più capitoli l’una. Si tratta di un romanzo storico, ambientato a Reggio Emilia tra 1877 e il 1882. Parla di Albina, una giovane libraria, immersa in una città che vive le trasformazioni del periodo post unitario. Omicidi e intrighi politici turbano la quieta vita non solo di Albina, ma anche dei suoi amici, tra cui anche alcuni personaggi realmenti esistiti come Naborre Campanini e Andrea Balletti.

Ci sarà una sezione di mitologia: antiche storie della tradizione non solo classica, ma soprattutto induista e anche in parte dell’Ossezia. Saranno raccontati in maniera leggera e scorrevole, brevi narrazioni per conoscere i miti, adatti per tutte le età.
L’India è il mio settore di studio primario, quindi attingerò molto alle sue epopee, tuttavia farò incursioni anche nell’immaginario di altri popoli antichi.

A proposito di India, qui pubblicherò il continuo del mio romanzo “La chiamata di Visnu”

Vorrei anche raccontarvi le avventure di Carlo da Pusterla, un giovane aspirante cavaliere alla corte di Re Artù, tra creature fantastiche, maghi, ninfe, guerrieri e tanto altro ancora.

Troverete anche una serie di brevi racconti coi momenti salienti delle guerre dei Diadochi.
Questa è un’idea che ho da quando studiai per l’esame di storia dell’ellenismo. Insomma, che cosa ce ne facciamo di Game of Thrones, se abbiamo i generali di Alessandro Magno?
Guerra, sangue, incesti, alleanze, tradimenti, assassini, suicidi … ho dimenticato qualcosa?

Infine, una storia contemporanea, con un pizzico di sovrannaturale, ma soprattutto tematiche riprese dall’attualità.

Cercherò di pubblicare tre racconti/capitoli a settimana.

Cosa dire di più? Prendete una buona tazza colma di te o tisana e buona lettura! ^___^